FACCIA D’ANGELO PRIMA PARTE (MINI SERIE TV, SKY) RECENSIONE

VALUTAZIONE 7,5

Da pochi minuti si è conclusa la trasmissione della prima puntata della serie ‘Faccia d’angelo’. E la nostra prima impressione è molto buona, il telefilm ci è piaciuto.
Si era fatto un gran parlare di questa produzione, non ultima era arrivata persino la critica di Felice Maniero, al quale la serie è ispirata. Ma ‘Faccia d’angelo’ ha vinto e convinto. La storia ben raccontata affonda le proprie radici nel passato oscuro del nostro Nord-Est, ritrovatosi negli anni 70 d’improvviso ad essere il luogo più ricco d’Europa, dove coesistevano le realtà dei contadini poverissimi con quelle dei grandi industriali.
In questo humus nasce il protagonista. Il telefilm azzecca la scelta di far parlare i personaggi in dialetto veneto, fornendo un profondo senso di realtà.
Il ‘Toso’ (questo è il soprannome di Maniero) è interpretato in maniera convincente e credibile da Elio Germano, grazie anche alla aspetto gracile e un po’ adolescenziale che lo contraddistingue. Quali sono le vicende raccontate? Quelle delle realtà. I fatti sono quelli occorsi dalla fine degli anni ’70, quando una banda di malavitosi nata ai tavoli di un bar, inizia da piccoli furti di merci e gradatamente cresce fino ad assumere i connottati di criminalità organizzata, che prenderà il nome di ‘Mala del Brenta’. E il Toso ne diviene da subito il leader.

Il punto di vista è quello delle forze di polizia, che alle prese con questo fenomeno criminale, compongono i pezzi di un puzzle per disegnare i tratti distintivi di questa organizzazione, al fine di trovare il modo di sgominarla.
La prima parte della mini-serie scorre così, fra scene di furti, sequestri, uccisioni.
Il tutto con un grande rispetto dei fatti realmente accaduti, nel limite del possibile.
Ma ciò che traspare da subito è il senso di tristezza che si insinua nella vita di ‘Faccia d’angelo’, un personaggio che brucia la vita fra macchine di lusso, donne, armi, stupefacenti, denaro e oro a vagonate.
Una tristezza che deriva dalla consapevolezza di un destino che presto volterà gli volterà le spalle. Il destino di ogni criminale.
Ci sono piaciute le ambientazioni, la campagna veneta, gli scorci di Venezia, le piazze di paese. Ci sono piaciute le interpretazioni degli attori, scelti con cura per l’aspetto, tutti perfettamente agghindati nello stile degli anni. Ci è piaciuta Katia Ricciarelli, bravissima nel ruolo della madre di felice Maniero. Ci è piaciuta la colonna sonora degli Afterhours, e l’utilizzo variegato di brani musicali per identificare i vari periodi storici.
Soprattutto ci è piaciuta la voglia di raccontare una storia, non per forza una bella storia, ma comunque una parte importante del passato italiano che viene ignorantemente taciuto alle nuove generazioni, forse per convincerle che non sia mai esistito. Insomma, questa serie ci è piacuta.
Sette e mezzo, sperando in un finale addirittura migliore.

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One thought on “FACCIA D’ANGELO PRIMA PARTE (MINI SERIE TV, SKY) RECENSIONE

  1. fabrizio il said:

    Non é pubblicizzato perché hanno paura di emulazioni….é normale in una societá dominata dalla chiesa e dal conservatorismo……