JOYLAND – STEPHEN KING (ROMANZO, 2013) RECENSIONE



Recensioniamo Il Blog delle recensioni


VOTO 7,5
– Era probabilmente uno dei romanzi più attesi dell’anno. Perché ormai, da quando Stephen King ha lasciato velatamente

intravedere la possibilità di ritirarsi dalla scrittura, ogni nuovo romanzo sembra un regalo inaspettato.

E il regalo che il maestro dell’orrore ci fa in questo 2013 è un regalo prezioso. Ci offre una storia senza fronzoli, un’interessante spaccato dell’America che fu. Ci offre un protagonista giovane e una vicenda indimenticabile, solo lambita dal soprannaturale.

Siamo a inizio anni 70, e il giovane Devin Jones si trova ad un bivio importante della propria vita.
La madre è morta da poco, il rapporto con la fidanzata è in crisi e gli occorre un impiego estivo per mantenersi agli studi universitari.
Sulle pagine di un giornale legge di ‘Joyland’, parco di divertimenti che cerca giovani lavoratori per la stagione.
Per Devin inizia un magico periodo in cui fa nuove amicizie e dove si immerge nel meraviglioso clima del parco di divertimenti, con il quale stabilisce pian piano un legame speciale.
Ma a ‘Joyland’ è anche legata una brutta storia, un’omicidio avvenuto nel tunnel dell’orrore alcuni anni prima. E a detta di molti il fantasma della ragazza uccisa sporadicamente fa la sua comparsa nel parco.
Devin si appassiona alla vicenda, fino ad arrivare a condurre una personale indagine sull’accaduto.
Questo evento e l’incontro con il giovane ragazzino disabile Fred segneranno profondamente l’esistenza del giovane Jones, che si ritroverà quarant’anni dopo a raccontare l’incredibile vicenda capitatagli nel lontano 1973.
Vi abbiamo già svelato troppo probabilmente.
Ci teniamo a rimarcare le ragioni per le quali vi raccomandiamo di leggere ‘Joyland’.
Innanzitutto apprezziamo questa storia perchè richiama il periodo d’oro di Stephen King, gli spettrali anni 70. Anni in cui lo scrittore del Maine maturò la sua personale esperienza di vita, da giovane squattrinato con il pallino della scrittura. Devin Jones, in fondo, non è nient’altro che un alter ego di Stephen King. Interessante la scelta di dare non dare troppo risalto al soprannaturale in questa storia. Certo si parla di fantasmi, ma solo marginalmente. E in ogni caso, la storia prescinde da questo particolare risvolto.
I personaggi sono piacevoli, il lettore finisce per affezionarsi ad ognuno di essi.
Di certo in queste pagine è contenuto uno splendido soggetto per un film. Che con ogni probabilità vedrà la luce negli anni a venire, come è buona tradizione per i libri di King.
Le critiche che possiamo muovere all’opera riguardano forse la scarsa capacità di stupire di ‘Joyland’. Fin dalla prima pagina si ha la sensazione che debba capitare qualcosa di straordinario. Che poi accade, ma in tono minore rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati.
Ci sarebbe qualcosa da ridire circa la brevità del romanzo, almeno in rapporto ai ‘tomi’ ai quali ci ha abituato Stephen King nel recente passato.
Abbiamo comunque tutti gli elementi per dire che questo ‘Joyland’ ha il suo fascino.
Forse non figurerà mai fra i migliori, ma è una nuova conferma che il sacro fuoco dell’ispirazione del maestro dell’orrore non si è ancora spento.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

 

HANNO LETTO QUESTO ARTICOLO 1534 PERSONE

I commenti sono chiusi.