KONG: SKULL ISLAND (FILM, 2017) RECENSIONE

70% 🙂

Dopo la prima sconvolgente apparizione sugli schermi nel 1933 (“King Kong”, regia di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack) e i relativi remake del 1976 (regia di  John Guillermin) e del 2005 (regia di Peter Jackson), il gigantesco primate torna a calcare la scena in questo reboot che trae spunto dall’originale per poi proseguire su un altro tracciato.
Jordan Vogt-Roberts dirige un attempato ma sempre ottimo John Goodman (“I Flinstones”, “Il grande Lebowski” ecc.) nei panni di un visionario da anni al servizio di un ente segreto del governo americano, deciso a partire alla volta di una misteriosa isola non presente sulle mappe. Si tratta apparentemente di una tranquilla missione esplorativa con finalità scientifiche, eppure è necessaria la presenza di un esperto cacciatore, Tom Hiddleston (noto al pubblico come l’ambiguo Loki, fratello del dio Thor nella saga targata Marvel) e di una squadriglia di soldati guidati da un bellicoso Samuel L. Jackson (anche lui attore attivo nell’Universo Marvel come Nick Fury, capo dello S.H.I.E.L.D e già noto per film cult come “Pulp Fiction”). Insieme ad un’ambiziosa reporter (Brie Larson), che sogna di raccontare la realtà attraverso le sue fotografie, si imbarcheranno così nell’avventura più sconvolgente della loro vita su un’isola avvolta da una fitta coltre di nebbia e fulmini e ferma ad uno stato primitivo sulla scala dell’evoluzione naturale e umana.

Effetti speciali degni del 2017 ed una perfetta grafica computerizzata riportano in vita il mito in tutta la sua maestosità. Scene di combattimento aereo, accese da fuoco ed esplosioni, assalti nel folto della foresta e inseguimenti tra esalazioni tossiche bagnano di sangue e condiscono di suspense e tensione la pellicola. La purezza dell’azione prende spesso il sopravvento sulla trama che tuttavia, discostandosi in parte
dall’originale del ’33, non risulta del tutto priva di originalità. La vera anima di Kong viene qui svelata prima dal redivivo John C. Reilly nei panni di un soldato che conosce bene i segreti dell’isola e successivamente dall’incontro con la bella reporter che rievoca la famosa Ann Darrow del ’33, seppure in chiave moderna. L’umanità della bestia viene mostrata senza quella possessività tipica delle precedenti pellicole ma in versione più salvifica e protettiva e, mentre altre orride e spietate creature calcano la scena animate da un’irrazionale istinto di distruzione, verrà rivelato come anche la natura umana possa assumere connotati crudeli se priva di raziocinio.

Protagonisti convincenti, sebbene incastonati nei ruoli stereotipati del buono e del cattivo, si accompagnano ad una serie di comparse che arricchiscono di humor e riempiono lo sfondo. Scontri epici ed emozionanti svegliano gli spettatori nel buio della sala costringendoli a seguire l’evolversi degli eventi con interesse e apprensione. Il trionfo del digitale porta in vita le gigantesche creature con grande realismo e il sapiente utilizzo degli effetti speciali ricrea perfettamente la realtà. Tutto questo insieme ad un epilogo la cui rotta devia dai binari della tradizione, rimodellandola anche grazie ad un’inaspettata scena dopo i titoli di coda, rendono il reboot di “King Kong” un film che non sfigura davanti ai suoi predecessori. Per chi ama l’azione senza troppe pretese psicologiche o grande profondità della trama, questo film è l’ideale. Dove perde di poesia e romanticismo acquista in spettacolarità, crudezza e velocità narrativa. Pochi dialoghi complessi e più azione, a tratti brutale, ci condurrà al maestoso finale che, sebbene diverso, non si può assolutamente considerare deludente.

                                                                                                        By Emanuela Catarra

HANNO LETTO QUESTO ARTICOLO 252 PERSONE

One thought on “KONG: SKULL ISLAND (FILM, 2017) RECENSIONE