LA MALEDIZIONE DI WHITE MANOR (FANTASY, 2017) DI RAFFAELLA BARCELLA – RECENSIONE

Già nota nel panorama letterario italiano per libri come “L’occhio di Velvet” (2013) e “Il segreto di Scarlett” (2015), Raffaella Barcella torna quest’anno (2017) con un nuovo interessante fantasy ricco di spunti e buone premesse.
Keira Ward, giovane laureanda inglese dei giorni nostri, appassionata di storia, miti e leggende, inizia con poca convinzione a sfogliare le pagine di un misterioso romanzo prestatole dalla sua singolare e bizzarra vicina di casa. Ben presto la lettura si rivela entusiasmante e coinvolgente e così, rapita dalle atmosfere del libro, si addentra nella storia dell’affascinante e apparentemente altero marchese di White Manor, Aaron Seymour. Vittima di un maleficio scagliatogli contro dalla perfida regina degli elfi, il nobiluomo è costretto ad assumere le sembianze di un unicorno dall’alba al tramonto, mentre la sua splendida dimora cade in un’irreversibile rovina. Solo un viaggiatore extratemporale possiede la chiave per spezzare l’incantesimo, ma nessuno è a conoscenza della sua ubicazione. Nel giro di poche pagine, la storia assorbe completamente la ragazza rivelandosi poco a poco molto più reale di quello che sembra. Inizia così l’incredibile avventura di Keira che salterà dalla carta stampata ad una vita che, seppur reale, apparirà tanto ricca di elementi e personaggi soprannaturali da farle credere di trovarsi ancora in un racconto.

La trama sembra ricevere copiose influenze da tutto lo scibile fantasy preesistente. La maledizione scagliata sul marchese riecheggia quella della fata sulla Bestia, sul suo castello e sui suoi domestici, mentre la natura del sortilegio richiama molto da vicino quello che colpisce le fanciulle del Lago dei Cigni. Per le numerose creature soprannaturali, la scrittrice attinge a tutta la controparte dark del fantasy popolato da vampiri e licantropi a cui si aggiungono curiosi ibridi nati da relazioni interraziali. Nessun popolo magico viene escluso dal calderone e così anche elfi, gnomi, lich e via dicendo, prendono parte alle danze. Nell’insolito miscuglio di personaggi spiccano le due coppie principali, grazie alle quali vengono affrontate due tematiche molto presenti nell’opera: amore e amicizia. Forse un po’ troppo improvviso e non del tutto motivato nella sua istantanea profondità il primo, ma sicuramente giustificata la seconda. La passione che arde nel cuore delle due coppie si fa bruciante e determinante per lo svolgimento degli eventi mentre oscure trame, intrighi e segreti vengono portati alla luce sconvolgendo completamente quello che credevamo di aver capito dalle prime pagine. Un quantitativo impressionante di eventi e nuove scoperte domina l’opera imprimendo un ritmo serrato al racconto. Le pause sono davvero poche, l’azione trionfa sulla riflessione ma non per questo vengono escluse descrizioni e spiegazioni che, anzi, sono ben presenti e numerose. Talvolta qualche dialogo risulta forse ridondante per l’economia del racconto che, tuttavia, si dimostra ugualmente godibile e interessante.
Probabilmente indirizzato ad un pubblico giovane, per lo più femminile, lo consiglierei alle ragazze che amano l’amore, la fantasia e che nel profondo del loro cuore sperano di trovare la magia in un cassetto, insieme ai sogni. Questo libro, pur non brillando per originalità, è intriso di passione e immaginazione, brulica di creature affascinanti ed è il degno figlio del fantasy che sempre più seduce gli animi e li conduce lontano.
O almeno, questa è la nostra opinione.

By Emanuela Catarra

HANNO LETTO QUESTO ARTICOLO 527 PERSONE

Lascia un commento

*