LA MEMORIA DI UN’ALA DORATA – APRIL ANDERSON (ROMANZO FANTASY) RECENSIONE

Luce e buio sono due lati della stessa medaglia. Ma cosa succederebbe se, al risveglio, si perdesse di vista la medaglia stessa e non si sapesse più nulla del proprio io, rimanendo così in balia della lotta perenne e incomprensibile di queste due forze, affrontando un duro e lungo viaggio per ritrovare se stessi?
Questa è la storia di una ragazza che non ha un nome, non ha ricordi di quello che era né di ciò che è. Sa solo di essere viva in mezzo ad una distesa di cadaveri. Riacquistando man mano la lucidità e spinta dai bisogni primari, si mette in cammino alla ricerca della memoria lottando per la sopravvivenza in un mondo che sente estraneo e ostile. Ricercata senza conoscerne il motivo, sarà costretta ad intraprendere un faticoso viaggio, in cerca di risposte, in terre sconosciute dense di pericoli, nemici e magia mentre sullo sfondo si staglia la minaccia di un invincibile tiranno senza volto. Sarà un viaggio attraverso foreste ombrose, città brulicanti di vita e montagne innevate ma anche un viaggio più profondo, dentro la propria anima, alla riscoperta della parte perduta di se stessa, che metterà in discussione la sua intera esistenza.

April Anderson riesce a dar vita ad una protagonista intensa, ben lontana dal prototipo della perfetta eroina positiva che ci si aspetterebbe in un fantasy epico come questo. La ragazza, che si farà chiamare Kiral, è l’antieroina per eccellenza. In lei convivono luce e buio senza che ci sia una distinzione manichea netta tra bene e male. Svegliatasi senza ricordi, sembra una bambina a cui debba essere spiegato il funzionamento del mondo. Una bambina che espone, con estrema innocenza e senza filtri, idee inquietanti e percorsi logici distorti, molto razionali ma estremamente contrari alla morale comune. Ciò che affascina di questo personaggio è proprio il lato oscuro che minaccia continuamente di manifestarsi, portando il lettore stesso a dubitare continuamente della protagonista e a temerla al pari di un nemico. La grande originalità dell’autrice sta nel proporci una protagonista la cui personalità si confonde, a tratti, con quella dell’antagonista. April Anderson spezza così i canoni classici del personaggio buono in cui immedesimarci e ci propone una ragazza che lotta con il mondo circostante ma anche contro se stessa sfiorando momenti di inquietante sdoppiamento della personalità. Il fascino dell’oscurità cattura il lettore che è avvinto dalla curiosità morbosa di scoprire di più. I personaggi che ruotano attorno alla ragazza sono fondamentali pietre miliari nel viaggio che Kiral compie alla ricerca di se stessa. Le permetteranno di rimodellare la sua personalità da zero, offrendole punti di vista completamente nuovi e contrari a quello che l’istinto le suggerirebbe. In un altro libro, i coprotagonisti avrebbero potuto rivestire il ruolo dei veri protagonisti positivi, ma non qui, non in questo romanzo in cui l’eroina è il trionfo dell’inaspettato.

Lo stile dell’autrice è curato e ricco di dialoghi funzionali alla narrazione. Non risultano mai banali né ridondanti ma, anzi, lo scambio di battute mette in risalto i pensieri e la personalità dei personaggi accelerando in diverse occasioni l’avanzare della trama. Descrizioni e azione sono equilibrate in modo tale da non lasciare spazio alla noia e rendendo la narrazione molto scorrevole. L’alone di mistero che avvolge l’identità di Kiral accompagna il lettore per buona parte del romanzo, rendendo la lettura ancora più entusiasmante e interessante, snodandosi tra indizi e depistaggi fino al colpo di scena finale. La trama, ben costruita e altrettanto ben sviluppata, si fonda su un’unica geniale idea di fondo che dà origine a tutta una complessa concatenazione di eventi e che non ci sarà dato sapere se non nell’ultimo quarto del romanzo. Persino la conclusione è atipica ma, essendo cucita addosso ad una protagonista tutt’altro che ordinaria, risulta perfetta.
Consiglierei questo originale fantasy ad un pubblico abbastanza eterogeneo. La protagonista indiscussa è una donna, ma, probabilmente, anche un giovane pubblico maschile non troverebbe la storia deludente.
In questo romanzo si riversano fiumi di magia oscura, si leva alto l’odore del sangue, dubbi e sospetti la fanno da padrone mentre il pubblico brancola alla ricerca della verità nella nebbia che solo le ali dorate di un grifone possono fendere.
O almeno, questa è la nostra opinione.

By Emanuela Catarra

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