LOGAN (FILM, 2017) LA RECENSIONE

VOTO 80% 🙂

Cancellate ogni ricordo precedente. Wolverine, gli X-Men, tutto quanto. Spazzate tutto via.
E ora immaginate Logan, vecchio e stanco, che ha perso gran parte dei suoi poteri e vive di lavori saltuari e mal pagati. La sua dimora è un capannone abbandonato ai margini del deserto, condivisa con il Professor Charles Xavier, vecchio e stanco e ormai quasi incapace di controllare i suoi incredibili poteri mnemonici.
Corre l’anno 2029.
Gli X-Men, sono giunti al capolinea.
L’era dei mutanti è finita, da anni non ne nasce più uno.
Ma quando ormai tutto sembra perduto, quando la parola fine sembra scritta, nella vita di Logan compaiono una donna e una bambina che rimettono tutto in discussione. E le cose sembrano riprendere nuovo significato.

‘Logan’ per quanto sia l’ultimo titolo della saga X-Men somiglia ben poco ai titoli precedenti. Il regista James Mangold (già apprezzato per Wolverine: L’immortale) traspone in maniera molto azzeccata la serie a fumetti ‘Vecchio Logan’ creando un clima di desolazione e smarrimento che spiazza immediatamente lo spettatore.

Abituati ai fasti dei precedenti episodi della serie, si fa un pò fatica ad entrare nell’ottica di questo film, dalla narrazione abbastanza lenta, dove i super poteri dei protagonisti spesso passano in secondo piano per dare spazio alle loro fragilità di esseri umani.

Hugh Jackman sa calarsi perfettamente nella nuova veste di eroe decaduto, e lo fa con una classe sopraffina, dipingendo sul suo volto l’amarezza e la rassegnazione.
Un plauso speciale a Patrick Stewart che a 76 anni ci regala una prestazione maiuscola interpretando un Charles Xavier inedito, anziano ed eroso dalla malattia. Una prova che a nostro parere se avulsa dal carattere di puro intrattenimento del film, sarebbe meritevole di un Oscar.
Non trascurabili gli apporti del cattivo di turno Boyd Holdbrook (star della fortunata serie tv ‘Narcos’) e della giovane mutante Dafne Keen, praticamente esordiente.
‘Logan’ vuole essere in parte un congedo in parte un punto di svolta per proporre una nuova generazione di eroi Marvel dove verosimilmente vedremo nuovi attori nei ruoli chiave.
Lo stesso Jackman, grato ma in qualche modo prigioniero del personaggio di Wolverine, lascia intendere che non comparirà più in queste vesti.
C’è da credergli? Solo il tempo lo dirà.
Fra le altre cose andiamo a sottolineare la qualità della colonna sonora che accosta brani di interessanti band di recente costituzione ad un mostro sacro come Johnny Cash,
A conti fatti due ore e venti di film di qualità.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

 

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