MATTEO HA PERSO IL LAVORO – G. TAVARES (LIBRO) RECENSIONE

Edizioni Nottetempo regala al panorama letterario italiano la pubblicazione di un romanzo importante dell’anno 2010, scritto dal portoghese Goncalo Tavares, uno degli autori europei più interessanti ed apprezzati del momento.
Stiamo parlando di ‘Matteo ha perso il lavoro’, che più che un romanzo rappresenta un’ardito esperimento letterario, che gioca sul filo dell’assurdità ma che allo stesso tempo coinvolge, intrattiene e intende proporci una sua morale quasi ad ogni pagina.
Il libro è idealmente suddiviso in 3 parti.
La prima, la più atipica, raccoglie una serie di micro-racconti, proposti secondo un rigido ordine alfabetico.
Venticinque storie intitolate ad altrettanti gustosissimi personaggi le cui vicende sono consequenziali e correlate e in qualche modo riescono a darci qualche piccola lezione di vita.
Esseri umani dalle mille manie. Come lo strano anziano individuo che munito di spazzolino e prodotti di pulizia rovista fra i cassonetti alla ricerca di alimenti da nettare e riporre di nascosto sugli scaffali dei supermercati.

O come il giovane ribelle, che ricopre la città con la generica scritta di protesta ‘NO’. Sui libri, sulle pagine dei giornali, sui prodotti di ogni tipo. E che senza orientare in maniera specifica la sua protesta genera il caos, perchè ognuno arriva ad attribuire a quel no una valenza diversa.
O ancora come il professore di liceo che di fronte ad un istituto reso quasi inservibile da un accumulo di rifiuti mai smaltiti, continua imperterrito a fare lezione inculcando allo sparuto gruppo di alunni che continua a seguirlo il valore della fermezza di fronte alla difficoltà.
Si passa poi alla seconda parte, più simile a un romanzo tradizionale, dove prende la scena il protagonista del libro Matteo, che ci racconta le sue tragiche disavventure di disoccupato che si arrabatta in nuove improponibili occupazioni.

Per poi terminare con una terza parte dove Tavares si produce in una lunga postfazione dove irrompe sulla scena per aiutare il lettore e suggerire la giusta interpretazione di quanto ha appena letto.
Matteo ha perso il lavoro’ è un’opera che cela complessità in una veste di apparente semplicità.
Ci troviamo indubbiamente di fronte ad un libro non proprio masticabile, adatto ad un pubblico più sofisticato che vuole leggere le righe stampate, ma anche tra le righe. Un pubblico che non esaurisce l’esperienza alla semplice lettura ma vuole che il romanzo sia lo spunto di una riflessione più ampia.
Il nostro parere è comunque molto positivo.
‘Matteo ha perso il lavoro’ è uno scritto di valore, con uno stile che richiama le opere di un maestro quale fu l’indimenticato Italo Calvino.
Se lo affronterete con l’ottica giusta, ne rimarrete estasiati.
O almeno, questa è la nostra opinione.

HANNO LETTO QUESTO ARTICOLO 63 PERSONE

I commenti sono chiusi.