MEZZOSANGUE – VINCENZO ROMANO (ROMANZO FANTASY) RECENSIONE

Avvincente, intrigante, soffuso di luce che filtra tra gli alberi di foreste rigogliose e dello scintillio di una magia sopita ai bordi del libro, in bilico tra rivelazioni e segreti.
Narog è un raro esemplare di mezzorco, cresciuto in un villaggio che lo ha sempre guardato con diffidenza e sospetto. Lasciato alle cure del solo umano che lo abbia mai amato, prendendolo con sé ancora in fasce, il ragazzo cresce forte, robusto e diventa un abile cacciatore. Un giorno, inoltratosi nel bosco vicino al villaggio, si imbatte in due individui che cambieranno per sempre il corso della sua vita. Dopo aver salvato il mezzelfo, Kai, dal misterioso assassino tatuato che stava per infliggergli il colpo di grazia, lo stesso Narog finisce nel mirino di un’ignota setta di assassini ed è costretto a lasciare la sua casa per salvare se stesso e chi gli è caro. Inizia allora lo straordinario viaggio al fianco del giovane mezzelfo tra scontri mortali, amici e nemici, scoperte destabilizzanti e interrogativi sempre più impellenti che metteranno in discussione l’intera vita dei due mezzosangue. Attraverso gli indimenticabili scenari di un mondo medievale rivisitato in chiave fantasy, i due giovani marciano spediti e determinati, mentre un’ambigua profezia, aperta a più interpretazioni, proietta la sua lunga ombra sul loro destino.

Le atmosfere di questo splendido romanzo riecheggiano i mondi fantastici di Tolkien e della migliore tradizione del fantasy epico, trasportandoci dolcemente in un universo antico, intriso di una magia silenziosa, presente ma non più predominante. Nonostante gli echi letterari, dal Signore degli Anelli alle Cronache di Shannara, l’autore, Vincenzo Romano riesce a fare propria la tradizione e ad usarla come trampolino di lancio per catapultarci in una realtà che ha il sapore della novità e il gusto dell’ignoto. Un mondo partorito completamente dalla mente dello scrittore saluta il lettore dalla prima pagina del romanzo, stampato nero su bianco e racchiuso in una cartina geografica precisa e accurata, come nei migliori libri di genere. Questo autore sa esattamente come strutturare un racconto dalle fondamenta solide, che trae la propria linfa vitale da una trama ben costruita e sapientemente sviluppata. La narrazione scorre piacevolmente grazie al perfetto equilibrio tra scene d’azione e momenti di riflessione in cui viene lasciato spazio a spiegazioni e rivelazioni. Il mistero continua comunque ad avvolgere le pagine per buona parte del romanzo, le informazioni sono ben dosate in modo da tenere sempre sveglia l’attenzione e non cedere mai il passo alla noia. Essendo questo il primo capitolo della saga, anche la conclusione rimane oscura ma estremamente intrigante, terminando con un colpo di scena che lascia il lettore sull’orlo di un cliffhanger inaspettato e tanto più gradito.
Lo stile di Vincenzo Romano è essenziale, diretto, molto vivido e concreto. Periodi mai troppo lunghi, con poche subordinate e frequenti punti imprimono un ritmo incalzante alla narrazione acuendo il senso di urgenza del lettore che difficilmente riesce a fermarsi, divorato dalla curiosità. Le descrizioni ritraggono con dovizia di particolari, mai superflui, le ambientazioni, gli edifici, i meccanismi delle macchine. Entrando nello specifico, l’uso della terminologia appropriata testimonia la grande padronanza degli argomenti e la minuziosa ricerca linguistica che contribuiscono a rendere questo fantasy maturo e realistico. Dalla ruota idraulica, alle strutture architettoniche fino alla vivida descrizione degli scontri, questo romanzo è scritto con maestria.

I personaggi sono poi l’inaspettato trionfo dell’empatia, molto umani nonostante i loro natali, sono descritti in modo realistico, psicologicamente approfonditi e ben caratterizzati. I due protagonisti sono diversi eppure molto simili per via della loro natura a metà tra un mondo e l’altro. Entrambi non voluti, mai accettati dalla società, sono costretti a percorrere un cammino diverso dagli altri che li porterà a crescere, a viaggiare in luoghi straordinari e in se stessi, fino alla radice della loro vera essenza. Il lettore è portato spontaneamente a scoprire con i due giovani un universo nuovo, con le sue leggi magiche e il suo naturale ordine delle cose, la sua storia passata, presente e a sbirciare in quella che potrebbe essere la storia futura. Entrare in sintonia con i protagonisti, simpatizzare per altri personaggi e interrogarsi sugli scopi di chi non vuole ovviamente rivelarli è un meccanismo tanto spontaneo da farci sentire presi per mano, lungo questo viaggio, e guidati fino all’ultima parola dell’ultima pagina con la sensazione di non voler lasciar andare quelle dita di inchiostro a cui ormai ci sentiamo legati.
Consiglierei questo avvincente e coinvolgente romanzo ad un pubblico tanto maschile quanto femminile dall’adolescenza in su. Si tratta di un libro che merita di essere letto, ricordato e valorizzato. Perché anche se è vero che “siamo mezzosangue, non ci amano” (cit.), i lettori li ameranno eccome!

by Emanuela Catarra

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