NOIANESS – GIORGIENESS (EP MUSICALE , 2013) RECENSIONE



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Iniziamo la nostra panoramica sulla musica indipendente italiana con il lavoro di un giovane gruppo di Sondrio.

Il progetto si chiama Giorgieness, un trio composto dalla cantante Giorgia d’Eraclea (voce e chitarra), dal batterista Andrea De Poi e dal bassista

Samuele Franceschini.
Una band fresca e di recente formazione, le cui sonorità richiamano gli anni ’90, e in qualche modo ricordano i Cranberries dei tempi migliori. ‘Noianess’ l’EP in uscita il 31 Maggio di 2013 è un lavoro interessante, pieno di grinta ed energia vitale. Un lavoro che sa leggere i sentimenti della sofferenza e della rabbia. E che trasforma la musica in un’espediente terapeutico per far venire a galla il dolore ed esorcizzarlo.

Costituito da 4 brani, nessuno dei quali eccedente i 5 minuti, l’Extended Play dei Giorgieness spara tutta la sua essenza in una ventina di minuti, ritmati e piacevoli e nell’ascolto.
Apprezzabili le tracce ‘Sai Parlare’, ‘Magari Stasera’ e ‘Brividi/Lividi’, tutte piacevolmente rumorose, con una ritmica arrembante e un cantato ai limiti dell’urlo, senza per questo cadere mai nell’eccesso.
Davvero soprendente, invece, l’evocativa ballata ‘Lampadari’ che testimonia una grande capacità di scrittura della frontman Giorgie, e mostra una diversa sfaccettatura del mondo dei Giorgieness.
Siamo di fronte a una bella realtà del nostro panorama musicale emergente, che ha davvero le caratteristiche per fare bene, soprattutto in campo ‘live’.
O almeno, questa, è la nostra opinione.
Ma chi, meglio dei ‘Giorgieness’ stessi, può raccontarsi e raccontare ‘Noianess’?
Eccovi una breve intervista alla band.

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1) Come si chiama il gruppo e come mai avete scelto questo nome?
Giorgieness, il nome del gruppo, ci è piovuto addosso. In realtà è partito tutto da me, Giorgie, che ho iniziato a vomitare canzoni – alcune discutibilmente belle – e me le sono portate in giro per un po’ chitarra/voce. Il problema era mettere un nome sulla locandina, ed essendo una che di natura è abbastanza comoda, ho optato per continuare ad usare il nickname che avevo dai tempi di Netlog (che per chi non lo sapesse era una specie di facebook per invasati di extension e brutal metal). Si potrebbe tradurre come Giorginezza, se fosse stato dettato da uno slancio di egocentrismo, ma in realtà tutto parte dal cognome del signor Social Distortion, ovvero Mike Ness. Quando poi siamo diventati un trio non ci siamo posti molte domande sul nome e abbiamo continuato così, anche se tra di noi spesso ci chiamiamo “Ines”! Chissà che questo, in un futuro, non diventi il nome ufficiale.
2) Chi sono i componenti del gruppo?
Alla batteria c’è il pluri-ricercato Andrea De Poi, che ha suonato in metà della band delle nostre zone. Ora ce lo siamo aggiudicato, dividendolo con Przewalski e Sbizza. Al basso Samuele Franceschini, che è anche un bravo chitarrista e autore. E poi alla voce ci sono io, Giorgie, come alla chitarra, che quando sbaglio qualche accordo urlo più forte.
3) In quale genere musicale vi riconoscete?
Sinceramente non saprei dirtelo. In comune abbiamo forse solo l’odio per i Modà, l’amore per Britney Spears e poco altro; veniamo tutti da generi diversi. Seriamente, abbiamo ascolti comuni ma sono abbastanza lontani da quello che poi  è venuto fuori. Io sono più casinista, loro sono più per la melodia, si è cercato di essere come un grande frullatore e rimasticare le varie influenze cercando di farlo a modo nostro. O almeno questo è il nostro scopo, non ci siamo mai posti il problema del genere.
4) Titolo del nuovo album e una breve presentazione
“Noianess” è la fotografia lucida, ma allo stesso tempo viva, di un momento. Ci si potrebbero fare sopra discorsi lunghissimi, ma fondamentalmente è tutto molto sofferto e sentito. Ogni cosa che esce nei testi è vera, c’è pochissima immaginazione e tantissima interpretazione di sensazioni e vissuti di per se abbastanza confusi. Abbiamo avuto la possibilità di lavorare con gente che fa questo lavoro da una vita e captare qua e la consigli di altre persone altrettanto esperte. E’ stato, allo stesso tempo, un periodo di crescita musicale e un punto di inizio importante.
5) Progetti per l’immediato futuro?
La cosa che ci preme di più è suonare, che è poi la dimensione più viva della musica. Sicuramente è bello avere un disco e dire alle persone di ascoltarlo, ma diverso è andare e dirgli le cose in faccia, è li che li convinci. In secondo luogo, ci stiamo concentrando sui pezzi nuovi, con più calma e sperimentando di più a livello di suoni e arrangiamenti, per tornare in studio il prima possibile e registrare un disco-disco.

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