PIUMA (FILM, 2016) RECENSIONE

VOTO 75% 🙂

Il cinema italiano in tempi recenti sta dando segni di rinascita, grazie a pellicole che hanno favorevolmente impressionato pubblico e critica. Pensiamo al recente successo di ‘Perfetti Sconosciuti’ la cui sceneggiatura verrà presto adattata per il mercato estero. Oppure a ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’ che ha proiettato l’Italia nel genere fantascientifico dei supereroi da fumetto.
Oggi vi parliamo di un progetto meno pretenzioso dal titolo ‘Piuma’, una commedia italiana del tutto atipica che tanto scalpore ha fatto al recente Festival del Cinema di Venezia, dove è stata accolta tra fischi ed applausi.
Una storia semplice, di totale leggerezza.
Ferruccio e Caterina, due fidanzati adolescenti prossimi all’esame di maturità, si ritrovano ad aspettare un bambino e vivono con totale impreparazione questo momento.
Ma la situazione, in un primo momento quasi tragica, una volta condivisa con amici e genitori assume connotati farseschi e a tratti comici.

Non si può resistere ai modi imbranati di Ferruccio (detto Ferro interpretato dall’esordiente Luigi Fedele) che vive la paternità con un approccio a tratti coatto a tratti bambinesco.
Cate (la bravissima Blu Yoshimi), la sua dolce metà, è invece una ragazza forte, già provata dalla vita, che tenta di mettere tutta la maturità di cui dispone nell’affrontare la precoce maternità.
I due fra mille peripezie e grandissime risate si trovano di fronte al grande dilemma di diventare genitori a tutti gli effetti oppure lasciare il nascituro/a in adozione.

Le cose, con l’intervento dei genitori, anzichè migliorare degenerano ulteriormente. Da un lato la famiglia di Ferro, apparentemente più solida, solo in parte riesce ad essere di sostegno.
Dall’altro i genitori separati di Cate, con un padre immaturo e perdigiorno e una madre quasi del tutto assente.
Nonostante tutto, riusciranno i due giovani a trovare un modo per dare una parvenza di ordine al loro mondo di adolescenti in progressivo disfacimento?
Il regista Rohan Johnson (già apprezzato per altre commedie generazionali e la riuscita trasposizione de ‘I delitti del Barlume’) crea un prodotto godibile, leggero come il suo titolo (questa ‘Piuma’ di cui solo vedendo il film comprenderete l’origine). Un lungometraggio che vi lascerà con il sorriso e con la consapevolezza di aver trascorso 1 ora e 40 di puro svago.
Dopo avervi strappato qualche risata e avervi fatto credere che almeno ogni tanto è bene non prendersi troppo sul serio.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

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