ROLLING STONE ITALIA (RIVISTA) RECENSIONE

VALUTAZIONE 4/6 ****

Oggi affrontiamo il difficile compito di recensire un magazine di culto, una rivista che ha fatto delle recensioni una delle ragioni della propria esistenza. Un mensile che da decenni è il manifesto della cultura rock negli Stati Uniti e nel mondo.
L’edizione italiana ha vissuto una storia molto diversa da quella americana.
Rolling Stone Italia ha visto la luce per la prima volta negli anni 70, senza venire compresa dal pubblico e pertanto costretta a chiudere i battenti in breve tempo.
Negli anni 2000, molto in ritardo rispetto al resto del mondo, si sono finalmente generati i presupposti per riproporre una versione tricolore della mitica testata.
Quali sono i tratti distintivi della rivista? Un’anima rock, fortemente incentrata sull’aspetto musicale senza disdegnare altri risvolti culturali.
Rolling Stone è recensioni musicali, cinematografiche, di libri e videogames. Interviste a personalità del mono dello spettacolo in genere, inchieste sulla società moderna, editoriali, posta dei lettori, moda. Il tutto contraddistinto da un taglio di scrittura originale, dove spesso si varcano gli insidiosi confini del politicamente corretto.

Tanto che la rivista può essere contemporaneamente una morigerata edizione di recensioni letterarie e una tradizionale rivista pornografica.
Combinando i vari aspetti con classe e misura.
Uno degli aspetti simbolici più evidenti è la copertina. Un volto in primo piano. Il personaggio di turno sia esso una rockstar, un’attore, un politico, uno scritture.
In questo modo quel singolo numero di Rolling Stone diventa un pezzettino di storia, una sorta di piccolo riassunto di un certo periodo e di una certa tendenza.
Immagini che possono venire ripescate anni dopo a raccontarci il passato, con la stessa intensità di un quadro antico o un filmato d’epoca.
Se delle critiche si possono muovere al mensile, riguardano un uso forse eccessivo ma probabilmente necessario di pagine e pagine di inserti pubblicitari.
L’ultima veste grafica è poi abbastanza discutibile, perchè spesso eccessivamente spoglia.
Nell’era del web 2.0, in cui l’aspetto grafico è una necessita più che un pregio, anche la carta stampata non dovrebbe trascurare questo lato.
Globalmente comunque l’edizione italiana del magazine musicale più conosciuto al mondo è più che valida, anche per la sua capacità di veicolare uno stile di vita come quello del rock. 4 stelle senza pensarci.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

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