IL SEGNO DELLA TEMPESTA – FRANCESCA NOTO (ROMANZO FANTASY) RECENSIONE

È di Francesca Noto, giovane autrice dallo stile ricercato e brillante, uno dei fantasy più profondi e poetici mai letti.
La ventiquattrenne Lea vive da sempre in conflitto con le emozioni, le sue e soprattutto quelle degli altri che, come vortici invisibili e non richiesti, si riversano dentro di lei. Ha una rara forma di empatia che, tempo addietro, ha rischiato di portarla sull’orlo della follia e che ora cerca di gestire con la maturità dei suoi anni. La sua vita però è spenta, sente dentro di sé che non è dove dovrebbe essere e questa consapevolezza, insieme ad un’epifania improvvisa, la spinge a partire per tornare nel luogo in cui tutto ha avuto origine. La sua strada, come un percorso tracciato da millenni, incrocia quella di Sven, un ragazzo misterioso che nasconde poteri ben più grandi di quelli di lei. Mentre i due si conoscono e riconoscono con lo scorrere delle pagine, una minaccia opprimente grava sulle loro teste insieme al peso di un destino che potrebbe aprire le porte dell’apocalisse e scatenare il Ragnarök della mitologia norrena sulla Terra.

La scrittura, evidentemente dettata da una minuziosa cura del dettaglio, rende lo stile di questa autrice paragonabile ad una prosa che sfiora la poesia. Descrizioni vivide, di una bellezza sublime, guidano il lettore alla scoperta di un mondo che si tinge di colore vincendo il bianco della pagina stampata. Francesca Noto è insieme scrittrice ma anche pittrice in questo romanzo, riuscendo con le parole a dipingere paesaggi, soggetti, emozioni, stati d’animo, riflessioni e gesti in modo da renderli lentamente ma inesorabilmente reali agli occhi del lettore. Accostamenti linguistici mai banali caratterizzano delicati stati quasi onirici ben miscelati con scene d’azione in cui arriviamo a provare sulla nostra pelle il dolore fisico dei personaggi. Una lama che squarcia un petto di inchiostro è una lama che squarcia anche la nostra carne, dilaniandola insieme a quella del personaggio di cui riusciamo a cogliere ogni singola sfumatura di sofferenza. Uno sguardo d’amore è tanto appagante e totalizzante, benché vestito del suo abito più leggero e luminoso e lontano dal tormento dei paranormal romance, da farci sorridere inconsciamente.
La trama è altrettanto interessante e condita di intriganti influenze della mitologia norrena, dai feroci e stoici guerrieri berserkr ai temibili giganti Jotun fino ad arrivare alla minaccia per eccellenza, il crepuscolo del mondo, il Ragnarök. L’autrice cambia nuovamente volto e diventa regista, spostando la sua immaginaria telecamera da un personaggio all’altro, rendendoli protagonisti di capitoli brevi che si alternano in modo tale da fornirci un quadro inizialmente frammentario, oscuro e quindi tanto più intrigante, della situazione. Il sapiente uso dei cliffhanger prima di passare al capitolo successivo, solitamente lontano nello spazio, alimenta costantemente la curiosità del lettore che divora a velocità doppia un capitolo dopo l’altro per saperne di più.


I protagonisti sono essenzialmente Lea e Sven ma accanto a loro si delineano nuovi volti dalle personalità altrettanto intriganti. Inutile dire come lo stile dell’autrice riesca con facilità a farci entrare in comunione con l’animo dei personaggi, protagonisti o antagonisti che siano, facendoci respirare a pieni polmoni le loro emozioni. L’ incontenibile meraviglia e felicità illuminata da un’alba sul mare, il terrore cieco di una tortura rituale consumatasi sotto i raggi di una luna pallida e nemica, il ritrovarsi negli occhi di un indomito frisone morello che galoppa incontro al destino, il senso di smarrimento, quello di appartenenza e la paura di perdere tutto. Sentimenti profondi, concreti come le pagine che ci dispiace quasi girare temendo di arrivare troppo in fretta alla fine.
Questo romanzo ha in sé una bellezza narrativa e descrittiva che delizia la lettura, una trama intrigante e magistralmente strutturata e una potenza di emozioni che esplode in silenzio toccandoci nel profondo.
Consiglierei questo libro ad un pubblico abbastanza eterogeneo, che sappia apprezzare la bella scrittura, sia affascinato dalla mitologia norrena, non disdegni un amore che si sviluppi realisticamente, nei giusti tempi, senza scadere nel banale, che ami fantasy, azione e avventura.
Probabilmente questo è il primo libro di una saga che deve ancora essere svelata al mondo e quindi, date le ottime premesse, non ci resta che attendere con aspettative crescenti il capitolo successivo!
O almeno, questa è la nostra opinione.

By Emanuela Catarra

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