SONGS OF INNOCENCE – U2 (ALBUM MUSICALE, 2014) RECENSIONE

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VOTO 89%

Questa è solo una delle migliaia di recensioni uscite quest’oggi, tutte volte a celebrare il ritorno sulle scene degli U2.
Molte di queste recensioni si concentreranno nel demolire l’operazione di distribuzione gratuita dell’album su iTunes. Altre ancora punteranno a raccontarci quanto la band irlandese non sia più la stessa di The Joshua Tree (e ci mancherebbe altro).

Alcune saranno neutre e si limiteranno ad attribuire una modesta sufficiente a ‘Songs of Innocence’.
Un coro di scetticismo, quasi a dichiarare che la rock band più famosa del mondo ha aperto la propria fase di declino.
Questo blog, con piena onestà intellettuale, si oppone a tutto questo.
Per un semplice motivo. L’ultimo lavoro degli U2 è semplicemente una meraviglia.
Dopo gli intenditori anni 2000 la band avrebbe potuto davvero percorrere il viale del tramonto. Ma non l’ha fatto.
Si è guardata indietro, e ha provato a rileggere con la chiave della maturità i propri esordi.
Ha riscoperto le acerbe sonorità degli inizi, quando il punk era ancora parte del DNA degli U2, quando gli arrangiamenti spartani e la potenza vocale di Bono reggevano l’intero sound della band.

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‘Song of Innocence’ è un progetto, un album tematico, come quelli che non si fanno più da decenni.
Le canzoni dell’innocenza è molte cose.
E’ il tributo postumo ai Ramones, che con le loro sonorità hanno conferito energia vitale al progetto U2 (The Miracle of Joey Ramone). E’ la riscoperta dell’impegno politico alla Sunday Bloody Sunday (Raised by Wolves). E’ l’omaggio alla California dei Beach Boys, è il ricordo della strada in cui si è nati (Cedarwood Road), sono i ritmi trascinanti molto anni 80 (Volcano).
E’ la copertina dell’album, con Larry Mullen Jr che abbraccia il figlio. Così vicina concettualmente a quella di ‘Boy’.
Ridurre questo capolavoro ad una diatriba concettuale sulla distribuzione gratuita di iTunes è un’insulto agli U2.
Un insulto alla Musica. Un’insulto all’Arte.
Gli U2 ci sono, oggi più che mai.
Il resto è un vostro problema.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

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