13 – BLACK SABBATH (LP, 2013) RECENSIONE



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VOTO 7 – Forse oggi la musica non ha molto di veramente nuovo da esprimere. Reality show

televisivi e major discografiche sempre meno inclini al rischio, stanno lentamente merificando

questo mondo.
Ed è per questa ragione probabilmente i gruppi storici continuano a trovare un riscontro così vasto anche a decenni di distanza.
Ecco perchè le ‘reunion’ si sprecano, mosse dal bisogno del pubblico di ritrovare certezza nella giungla informe della musica moderna.

Ne abbiamo viste tante di insospettabili reunion. I Police, i Led Zeppelin, i Genesis. Che matematicamente hanno visto le folle in delirio all’annuncio della ricostituzione del gruppo, foss’anche per un periodo limitato.
Nel 2013 sono i Black Sabbath a fare sul serio.
Una gruppo che seppe creare successi assoluti e irripetibili dell’heavy metal.
Paranoid, Iron Man, War Pigs, solo per citarne alcuni.
Anche in questo caso parliamo di una ‘reunion’ storica, la ricostituzione del nucleo fondatore di una delle prime band hard rock della storia.
Certamente a fare più effetto è il ritorno del figliol prodigo Ozzy Osbourne, ormai diventato un personaggio a se stante dopo i successi televisivi e la sua famosa ‘Ozz Fest’. Ozzy mancava, seppure in maniera discontinua, da una trentina d’anni nel ruolo di frontman.
’13’ l’album che prende il nome dall’anno della pubblicazione è davvero un bel regalo degli inglesissimi Black Sabbath.
Ad ogni nota si percepisce quanto questi suoni provengano da un passato lontano ma allo stesso tempo stupisce quanto possano essere attuali.
L’alchimia fra i componenti è rimasta la stessa, una chimica non intaccata da 45 anni di carriera.
Certo negli 8 brani di ’13’ l’elemento velocità a tratti viene a mancare, ma è comprensibile che almeno in questo i 65 anni di età dei componenti dei Black Sabbath possano avere un peso.
Tuttavia ogni canzone è scritta con passione, arrangiata con maestria e adeguatamente abbellita dai riff e gli assoli di Iommi e dagli urli ancestrali di Ozzy.
Molto interessanti i due brani che aprono l’album, ‘End of The Beginning’ e ‘God Is Dead?’ lunghi entrambi più di 8 minuti.
Onorevole il resto del lavoro.
Forse i Black Sabbath non sono più gli stessi che addentavano i pipistrelli sul palco, ma il loro ritorno ci voleva, per salvare quantomeno il ricordo della gloria della musica che fu.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

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One thought on “13 – BLACK SABBATH (LP, 2013) RECENSIONE

  1. F.G. Rimini il said:

    fan di lunga data dei Sabbath, dopo Reunion pensavo che fosse finita. Invece, come una teenager, ho comprato 13 il giorno stesso in cui é uscito. Che dire ? Non é originale, forse non é un capolavoro ma é tipicamente Sabbath. I ritmi lenti, le tematiche horror e dark, la voce stridente di Ozzy ne fanno un lavoro immediatamente riconoscibile, piacevolissimo ( ?! ) all’ascolto senza essere noioso. Adesso ho il dilemma se andare a vederli dal vivo o no. Propendo per il no. Vorrei rimanere con il ricordo di una serata magica a Birmingham ….

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