LA BELLA E LA BESTIA (FILM, 2017) RECENSIONE

VOTO 85% 🙂

Era il 1991 quando per la prima volta la Bella si innamorò della Bestia e quest’anno la magia rivive nuovamente prendendo consistenza, trasformandosi, rinnovandosi, arricchendosi ma trasportandoci comunque nel cuore della favola che abbiamo imparato ad amare.
Una splendida Emma Watson (meglio nota come l’indimenticabile Hermione Granger della saga Potteriana) vive il sogno di tutte le giovani donne che negli anni ’90, ancora bambine, guardavano l’affascinante eroina Disney con occhi sognanti, vestendo i panni di Belle, mentre un inaspettato quanto capace Dan Stevens (Downtown Abbey) diventa la Bestia che stravolgerà la sua vita. Bill Condon dirige un cast stellare in questo remake live action: un inedito Luke Evans, che eravamo abituati a vedere come l’eroico arciere che sconfisse il temibile drago ne Lo Hobbit- La desolazione di Smaug, si trasforma qui nell’arrogante e narcisista Gaston, dando prova della sua versatilità e strappandoci anche qualche risata (sommessa però! È pur sempre l’antagonista principale!). Apparizioni brevi ma significative ci rivelano che le forme umane dei celebri Lumière, Tockins e Mrs. Bric hanno gli iconici volti di Ewan McGregor (quest’anno già sotto le luci dei riflettori grazie all’acclamato seguito dello psichedelico Trainspotting e precedentemente noto per film cult quali Moulin Rouge! e Star Wars), Ian McKellen (basti citare Gandalf e Magneto) ed Emma Thompson (che aveva già lavorato insieme ad Emma Watson sul set di Harry Potter nei panni dell’eccentrica Professoressa di Divinazione). Un personaggio originale, il Maestro Cadenza, appositamente aggiunto al live action e ispirato al Maestro Forte del film La Bella e la Bestia: un magico Natale, è un simpatico clavicembalo interpretato da un comico e frizzante Stanley Tucci (già apprezzato in film come Il diavolo veste Prada, Burlesque e la saga distopica post apocalittica Hunger Games).

La trama la conosciamo tutti, ma questo remake si rivela essere il perfetto anello di congiunzione tra quello che sapevamo e quello che credevamo di sapere ma non ci era mai stato detto. Veniamo così a conoscenza, ad esempio, delle sorti della madre di Belle, che nel lungometraggio animato non viene mai nominata; viene rivelato qualcosa in più sulla fata che trasformò la Bestia e ci viene offerta una visione più chiara e inaspettata della subdola natura di Gaston. Per la prima volta, in un film Disney, viene inoltre introdotto un personaggio dichiaratamente omosessuale.

 

Le Tont (Josh Gad), evidentemente infatuato di Gaston, rappresenta un unicum nella storia della Disney e ha già fatto parlare di sé accendendo gli animi e guadagnandosi la censura in Malesia (ragion per cui la Disney ha ritirato il film dalle sale di questo Paese) e il bollino rosso in Russia (dove la visione del film è stata vietata ai minori di 16 anni). Misure quanto mai eccessive, considerando che la femminilità del personaggio appare evidente solo in alcuni sporadici momenti che si rivelano più comici che realmente compromettenti. La tendenza della Disney all’integrazione e all’apertura porta sullo schermo anche etnie non presenti nel film d’animazione. Mentre con Le Tont era da apprezzare la rivisitazione caricaturale del personaggio, l’inserimento di attori di colore potrebbe però risultare forzato poiché lontano dall’originale e anacronistico ma, evidentemente, la Disney desiderava creare un melting pot di etnie che non deludesse la realtà multietnica del pubblico moderno.
Un discorso a parte si rende necessario per la colonna sonora. È con una pugnalata al cuore che si alza il sipario su una Belle mattiniera che, uscita di casa, intona una canzone che dalle prime note sembra essere identica all’amatissima versione originale ma delude poi le aspettative dei fan più accaniti. Pronti a cantare le parole scolpite nella memoria sin dall’infanzia, la voce muore in gola quando dalle labbra di Emma Watson si librano nell’aria parole sconosciute (tra l’altro con un sincronismo labiale che lascia alquanto a desiderare). Sul finire del film, però, è proprio vero che “quando sembra che non succeda più ti riporta via, come la marea, la felicità” e infatti la canzone che apre le spettacolari danze nella scintillante sala da ballo, è perfettamente aderente all’originale. Nonostante svariati colpi al cuore e nasi storti, un encomio speciale deve essere comunque attribuito alle canzoni originali, ideate appositamente per il film, che si lasciano apprezzare senza essere appesantite dagli inevitabili paragoni con la versione animata. Tra le varie aggiunte, un emozionante Luca Velletri (noto per aver doppiato Gerard Butler, ne Il fantasma dell’opera del 2004, ed aver interpretato nel 2007 la canzone “Così vicini”, nel film Disney Come d’Incanto) regala la sua voce potente e appassionata alla Bestia in uno splendido inedito, intitolato “Per sempre”, che risolleva le sorti della colonna sonora, commuove il pubblico e riporta il sorriso.
La magia della favola, che ha incantato intere generazioni, rivive così nel suo splendore tra effetti speciali sfavillanti, scenografie meravigliose, coreografie dinamiche e sgargianti, inquadrature incredibilmente fedeli all’originale (tanto da poter essere quasi sovrapposte alla pellicola del ’91), interpretazioni soddisfacenti, elementi innovativi e frammenti di puzzle che vanno a completare la trama originale, dipingendo un quadro variopinto e piacevole. Sebbene i più esigenti potrebbero rinnegare il remake, a causa del testo delle canzoni lontano dalla versione tradizionale, nel complesso si è comunque dimostrato un film all’altezza delle aspettative. Beauty and the Beast diventa così un live action che merita di essere visto almeno una volta, se non altro per amore di una Bestia e della Bella che gli insegnò ad amare.

By Emanuela Catarra

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