ALIVE (FILM NETFLIX) Recensione

Di film zombie se ne sono girati tanti, forse anche troppi.
L’appeal dell’Apocalisse dei Non Morti è innegabile, ma inevitabilmente le produzioni finiscono per assomigliarsi l’una con l’altra.
Oggi vi parliamo di ‘Alive’ film da poco comparso nel catalogo Netflix che tratta questo filone in un modo quantomeno abbastanza innovativo.
Il protagonista non è un eroe.
Un ragazzo come tanti che nella Corea del Sud vive come tanti in un agglomerato urbano che ospita un quantitativo impressionante di persone.



Una mattina come tante si sveglia, pronto a iniziare la sua sessione quotidiana di videogiochi quando si accorge che qualcosa non va. Grida di persone, aggressioni per la strada, i telegiornali che parlano di una strana patologia che rende aggressivi e cannibali gli infetti.
Inizia cosi una guerra di nervi. Il ragazzo si barrica in casa e con le poche risorse che ha rimane in attesa e decide semplicemente di resistere, di sopravvivere.
Ma esiste davvero una via di fuga da questa catastrofe?
Il film funziona e scorre bene. Dura un’ora e mezza per cui non stanca troppo lo spettatore.
Il maldestro ragazzo sembra la persona meno adatta ad uscire vivo da un’apocalisse zombie, e proprio per questo funziona perchè in qualche modo ci troviamo vicino alla sua fragilità, che è un pò quella di tutti noi di fronte alle difficoltà della vita.
Inevitabile trovare attinenze fra l’infezione citata nel film e il più reale Covid19. L’assembramento della popolazione nel film è la causa principale della diffusione massiva della patologia.
In ogni caso troviamo Alive una buona opera, veloce e adeguatamente terrificante.
Da vedere.

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