UNTIL DAWN (VIDEOGIOCO, PLAYSTATION 4, 2015) RECENSIONE

VOTAZIONE 78%

Il videogioco horror è un’invenzione piuttosto recente. Fino a metà anni 90 i motori grafici non permettevano una grafica adeguata, e la rappresentazione di scenari ‘spaventosi’ diventava impossibile.
Grazie ai progressi tecnologici anche i videogiochi hanno iniziato a fare ‘paura’.
Chi ha giocato ai primi ‘Resident Evil’ probabilmente rivedeva gli zombie nel sonno dopo gustosissime sessioni di game-play.
Era nato il survival horror.
Oggi, nel 2016, si assiste ad una nuova era per il genere. Di cui titoli come ‘Until Dawn’ sono il vero esempio. Questa produzione ludica, uscita nel 2015 in esclusiva per PS4, ci ha davvero colpito.
In primis per una trama da film.
Siamo in una sperduta località montana americana. Un gruppo di ragazzi si ritrova per una rimpatriata in una baita isolata, nel bel mezzo di una foresta.
La compagnia conserva il tragico ricordo della scomparsa di due amiche tragicamente scomparse poco tempo prima. L’incubo, molto presto, tornerà a perseguitare i malcapitati giovani.

La modalità di gioco è supera e prevede una storia che va definendosi secondo le scelte del giocatore, ogni singolo dialogo, ogni singolo movimento, contribuiscono a scrivere una trama differente.

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Pochi minuti di gioco e ci si ritrova immersi nell’azione.
Una grafica pazzesca ci rivela ogni singolo personaggio, un cast variegato di attori in carne ed ossa che ha prestato le proprie fattezze per questo splendido progetto. Hayden Panettiere è una delle protagoniste.
‘Until Dawn’ sa coinvolgerti. Per almeno il 70% del tempo si gioca con una costante sensazione d’ansia, pronti a qualcosa che sta per accadere.
Per il 30% è terrore puro. Da far saltare sulla sedia.
Se una critica va fatta al gioco, questo riguarda il muoversi su binari a volte un po’ troppo rigidi. Come dire che alle volte si ha la sensazione di non poter cambiare molto le sorti di alcune personaggi.
E forse ‘Until Dawn’ è un gioco troppo breve, che finisce per essere ‘bruciato’ con poche ore di game-play.
Ma sono comunque ore che ricorderete.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

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