INTERVISTA AD ANITA PULVIRENTI (Autrice de La Leggerezza del Camaleonte)

Intervista di Marco Mandarano da LIBRI PER NOI

La mia intervista ad Anita Pulvirenti autrice del libro ‘La leggerezza del camaleonte’

La scrittrice che stiamo per conoscere oggi è una persona solare e piacevole, vive a Catania ed ha ricevuto la menzione speciale al concorso per inediti “fai viaggiare la tua storia” creato da Libromania e Autogrill, “La trasparenza del camaleonte” pubblicato con la DeA Planet è il suo primo romanzo.
Adesso sveliamo qualcosa in più su di lei.



Prima di tutto chi è Anita Pulvirenti?
Raccontami un poco di te e da dove nasce quest’interesse per la scrittura.

Scrivo da tanti anni, ho iniziato con le poesie e i racconti per approdare poi al romanzo, ma la passione per la scrittura è racchiusa in quella più grande per la lettura che ho ereditato da mio padre, grazie alla casa piena di libri in cui sono cresciuta. Ho studiato Lingue a Palermo,  lavorato a Catania per tanti anni in una compagnia aerea e conseguito un master in gestione ed economia dei beni culturali. Solo di recente, ho potuto dedicarmi a tempo pieno alla scrittura, e non potrei più immaginarmi diversamente.

Da dove nasce l’idea di questo libro?

L’idea de “La Trasparenza del Camaleonte” nasce a una lezione di psicologia, altra mia grande passione insieme ai libri, durante la quale si parlava dell’incidenza maggiore della sindrome di Asperger negli uomini. Ma sentivo di riconoscere molte delle caratteristiche elencate, così ho approfondito per conto mio e mi si è aperto il mondo delle cosiddette “invisibili”, le donne Asperger, credo che in quel momento abbia preso forma nella mia mente il personaggio di Carminia.

Perché scrivere una storia sulla sindrome di Asperger?

Quando ho scritto il romanzo non si conosceva ancora molto, l’ho terminato prima che Greta Thunberg e Susanna Tamaro ne parlassero. In ogni caso è un argomento che coinvolge più persone di quante immaginiamo e parlarne il più possibile è importante. Se vogliamo, inoltre, poiché non seguo il percorso clinico della diagnosi ma quello sociologico e relazionale, potremmo considerare la sindrome di Asperger il pretesto per affrontare una questione che ci tocca tutti indistintamente: il modo con cui ci rapportiamo all’altro quando non lo comprendiamo, partendo dall’assunto che siamo le relazioni che abbiamo.

Per scrivere questo libro ti sei ispirata a qualcosa o qualcuno?
Personalmente mi sono chiesto se Carminia esistesse veramente.

Carminia non esiste, come entità reale, ma è l’insieme di tante persone che ho conosciuto e intervistato. Non ho inventato nulla di ciò che le accade, ho soltanto unito diverse esistenze ed esperienze . Carminia è volutamente esagerata nelle sue manifestazioni, perché il lettore deve comprenderla anche se non ha mai conosciuto questa sindrome. Nella mia mente però lei esiste veramente e a volte immagino quello che potrebbe dire o fare nella realtà. Molti lettori mi scrivono che quando finiscono il romanzo ne sentono la mancanza.

In quanto tempo è stato scritto “La trasparenza del camaleonte”?

Il romanzo è stato scritto in un paio di mesi, poi è iniziata la rilettura e la revisione. Mi interessava soprattutto una scrittura immediata, diretta, semplice come è il pensiero di Carminia. Quando l’ho ritenuto pronto, l’ho inviato al concorso “Fai Viaggiare la tua storia” dove è stato premiato con la menzione speciale per l’originalità della storia e dei personaggi e gli organizzatori lo hanno proposto a DeA Planeta che ha poi deciso di pubblicarlo.

Quando hai scritto il libro c’è un a particolare categoria di lettore verso cui ti sei rivolto?
Non so pensavi di scrivere il libro per i genitori con figli affetti da tale sindrome.

Il romanzo è scritto per i neurotipici, perché chi ha esperienza con l’Asperger non ha bisogno di capire cosa si provi. Ho volutamente omesso di parlare della sindrome fino a metà romanzo, perché la vera difficoltà di Carminia è nelle relazioni e tutti potremmo aver incontrato qualcuno in difficoltà e averlo liquidato superficialmente perché non riuscivamo a comprenderlo. Solitamente infatti, quando Carminia non ride a una battuta o si isola, gli altri tendono a emarginarla o pretendono che lei si adatti al loro modo di vivere. Per essere felice Carminia chiede soltanto di dismettere la maschera che la vita le impone.

Avevi da sempre in mente questo titolo “la trasparenza del camaleonte”?

Il titolo l’ho scelto alla fine della prima stesura. La casa editrice ha da subito deciso di mantenerlo e questo mi ha reso molto felice perché fa riferimento a una frase che amo molto: “il camaleonte per conoscere il suo vero colore deve posarsi sul vuoto” … ma il titolo identifica anche una strategia spesso messa in atto da chi desidera mimetizzarsi, il camaleontismo sociale.

C’è in programma un secondo libro?

Sì, sto già lavorando a un’altra storia che racconta di una donna formidabile. Una biografia romanzata di un’autrice italiana troppo spesso dimenticata.

Ti sei emozionata quando ti hanno pubblicato il libro?

Sono stati giorni molto impegnativi, di grande ansia ed emozioni forti ma ho sempre avuto al mio fianco l’editor e l’ufficio stampa della casa editrice che mi hanno incoraggiata e sostenuta. E poi la famiglia e gli amici, sono stati importantissimi.

Dopo la pubblicazione del tuo libro sotto quale aspetto è cambiata la tua vita?

La pubblicazione è solo l’inizio, poi è necessario promuovere il libro, fare presentazioni, interviste, incontrare i lettori e benché non ami parlare in pubblico ho scoperto che mi piace raccontare questa storia, grazie anche alle persone meravigliose che ho incontrato lungo il percorso e che amano i libri come me.

Un libro o un autore da leggere assolutamente secondo te?

Agotha KristofTrilogia della città di K”, ma anche AnnieErnaux e David Grossman. Ci sono anche molti autori e autrici italiane e diverse case editrici indipendenti che ho avuto modo di apprezzare da quando recensisco per il blog Chili di Libri insieme a Daniela Myr.

Ti è mai venuto il blocco dello scrittore?

Credo di no. Non mi sono mai sentita obbligata a scrivere, ma mi impongo una ferrea routine, un po’ come Carminia, e quando inizio la stesura di un romanzo mi fermo soltanto per le incombenze necessarie, come mangiare e dormire, perché non riesco a pensare ad altro.

Con questo libro c’è un messaggio che avresti voluto comunicare?
Senza dubbio vorrei che ci fosse una maggiore attenzione verso chi ha difficoltà a interagire e relazionarsi, a prescindere dal perché, che nel caso di Carminia è, appunto, la sindrome di Asperger. Essere gentili ci renderà senz’altro persone migliori.

Ultime domande più personali:
Se dovessi venire in camera tua, che libri troverei sul tuo comodino?

In questo momento sto leggendo due romanzi di autrici italiane, gli ultimi pubblicati dalla DeA Planeta.

Il tuo sogno nel cassetto?

In parte l’ho già realizzato pubblicando La Trasparenza del Camaleonte, ma il desiderio è che sia soltanto il primo di una lunga lista di pubblicazioni.

Ringrazio Anita per avermi concesso il suo tempo e questa intervista.

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