LA LA LAND (FILM, 2017) LA RECENSIONE

70% 🙂

Una strada affollata da macchine in coda, ognuno che al di là dei finestrini si fa accompagnare dalla propria personale colonna sonora mentre attende pigramente di poter proseguire il proprio viaggio. È così che inizia La la land, vestendo i panni della classica commedia, finché le prime note di una canzone, cantata da una e poi da dieci, venti, trenta o più autisti, ci rivela la vera natura del film: un musical a tutti gli effetti.
Musica e romanticismo si mescolano in questa pellicola che sembra riecheggiare un Moulin Rouge dalle tinte pastello, meno burlesque e più attuale. Lei (Emma Stone) sogna di diventare un’attrice famosa, lui (Ryan Gosling) è un inguaribile nostalgico che ama il jazz e vorrebbe vivere della sua musica. Il loro primo incontro è magia e un attimo dopo antipatia, ma si sa, si tratta di un musical romantico, per cui la fatidica scintilla è dietro l’angolo. Scoccherà nel giro di pochi incontri, a ritmo di tiptap sotto le stelle e ci trasporterà in un mondo surreale e sfavillante, accompagnato dalle numerose canzoni intonate principalmente dai protagonisti. Fin qui tutto bene: amore e speranze, sogni e progetti, passione ed entusiasmo… finché anche la più moderna delle favole non si scontra con la realtà conducendoti ad un epilogo agrodolce che richiede un paio di fazzoletti ai più sensibili.

Gli attori principali, pur non brillando particolarmente nelle canzoni (Emma Stone potrebbe incantare con il suo timbro angelico, se solo non avesse deciso di regalarci solo in poche occasioni la pienezza della sua voce piuttosto che poco più di un sussurro, mentre l’estensione vocale di Ryan Gosling non è nulla di eccezionale), interpretano comunque a meraviglia la giovane coppia offrendoci personaggi convincenti e affascinanti in cui è facile immedesimarsi. I brani cantati non sono né troppi né troppo pochi, c’è un buon equilibrio tra canzoni e dialoghi, sebbene questo sia un film che risulterà sicuramente poco gradito ai palati non abituati ai musical. Molti spettatori potrebbero trovare diverse ambientazioni troppo surreali a meno che non si accetti che la canzone sia un pretesto per spalancare le porte della fantasia e farci accedere ad una dimensione che solo i protagonisti possono abitare.
In conclusione: film romantico, molto romantico, dai colori accesi e sapientemente abbinati per dar vita ad una fotografia studiata che punta all’armonia di accostamenti e contrasti, colonna sonora piacevole (in particolare il pianoforte costituisce un originale e magnetico trait d’union tra i protagonisti), buona recitazione e belle coreografie. Una pellicola che scorre in equilibrio sul sottile confine tra fantasia e realtà. L’unico neo del film di Damien Chazelle? l’epilogo. Laddove molti vogliono vedere l’originalità della piega che prende la trama e la svolta moderna e attuale che porta al finale, i più romantici probabilmente vedranno solo un’occasione mancata e un attentato all’happy ending.
O almeno questa è la nostra opinione.

By Emanuela Catarra

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