READY PLAYER ONE (FILM, 2018) RECENSIONE

VOTO 80%

La terra nel 2045 non è un luogo ospitale.
La popolazione è povera ed in numero eccessivo e viene concentrata in fatiscenti quartieri ad estensione verticale. L’unica forma di svago è la realtà virtuale che permette l’accesso all’universo digitale di ‘Oasis’, creato dal defunto James Halliday, dove ogni uomo può dare libero sfogo ai suoi sogni più reconditi.

Wade è un ragazzo qualunque che nel gioco si trasforma nel suo avatar Parzival e con i suoi compagni di avventura (fra i quali la fascinosa Art3mis) sogna di trovare il misterioso Easter Egg celato in da Halliday in Oasis stesso, che gli permetterebbe di assumerne il controllo ed accedere ad una ricchezza sconfinata.
Wade è brillante ma dovrà scontrarsi con le mire del perfido Nolan Sorrento, spietato dirigente della multinazionale IOI che vuole impadronirsi del mondo virtuale di Halliday.
Una storia accattivante che Spielberg trasforma in qualcosa di epico.
Steven, da sempre appassionato di fantascienza, si produce in un capolavoro che rimarrà fra le sue opere migliori degli ultimi anni. E’ incredibile come tutto ciò che tocchi si trasformi in oro.
La sceneggiatura, scritta a quattro mani con l’autore del libro da cui è tratto il film, strizza l’occhio in continuazione agli anni 80, a partire da una colonna sonora che spazia dai Bee Gees ai Tears for Fears, dai Van Halen a Bruce Springsteen.
Per continuare con citazioni manifeste di Ritorno al Futuro, di Alien e dello ‘Shining’ cinematografico di Stanley Kubrick.

Ci piace pensare che questo sia un altro passaggio importante della carriera del registra di origine ebraica, un’altra pietra miliare che fra anni considereremo alla stregua di E.T. o Indiana Jones.
‘Ready Player One’ è un film per tutti, dai giovanissimi tutti smartphone e social network agli adulti quarantenni che nei primi anni 80 giocavano con l’Atari e il Commodore 64.
Promosso, a pieni voti.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

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