REBORN – MPM PRODUCER (Recensione)

Da molti il punk venne definito una meteora, una stella cometa capace di brillare qualche anno per poi spegnersi dopo aver emanato la sua luce intensissima.
Noi non siamo d’accordo con questa opinione.

Il segno lasciato dal punk è un marchio indelebile la cui influenza è palpabile ancora oggi.
MPM Producer, l’artista di cui ci occupiamo oggi, è un abile alchimista che ha saputo sdoganare l’esperienza punk nei tempi moderni, attraverso la chiave di lettura dell’urban, della trap e dell’elettronica.
Un artista completo che già nel nome cela la sua vena di produttore ben delineata accanto a quella artista di prima linea.

Una sorta di one man band la cui esperienza parte dagli albori, fin dallo studio di registrazione personale allestito in casa.
‘Reborn’ è l’interessantissimo progetto in formato EP di questo poliedrico artista di origine sarda.
Classe 1987 MPM Producer è stato membro principale di una band punk rock (Wallcrush) per circa 10 anni.
Un periodo fondamentale in cui maturano le sonorità che entreranno a pieno titolo a fare part di ‘Reborn’. Un concentrato di chitarre e batteria, massiccio utilizzo dell’elettronica, testi pregni di significato. E la scelta coraggiosa di cantare in lingua inglese.

Un pacchetto ben confezionato che di concretizza un disco dannatamente contemporaneo che non disdegna il passato reinventandolo in ogni istante.
Ogni singolo è una piacevole sorpresa, a volte saporitamente spiazzante, come la versione Rap di Reborn, ultima traccia dell’EP.

Amiamo pensare ad MPM Producer come un Leonardo moderno, che concepisce, scrive, realizza, suona e post-produce la propria musica.
Un’esperienza artistica mai sporcata da interventi esterni che garantisce una veridicità oggi piuttosto rara.
Da ascoltare.

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