SOMEBODY THAT I USED TO KNOW (SINGOLO, GOTYE 2012) RECENSIONE

VALUTAZIONE 9

Una canzone, una singola canzone, può cambiare il mondo. Quattro o cinque minuti di musica possono racchiudere un capolavoro assoluto, un pezzo d’arte che sopravvive negli anni.  Al punto che talvolta un brano inserito in un album vive una vita tutta sua, e all’insuccesso dell’album può corrispondere il trionfo della singola canzone. Con quest’ottica vi parliamo di quello che riteniamo uno dei fenomeni della discografia mondiale che negli ultimi tempi miete successi ovunque.
Parliamo di Gotye e dell’enorme riscontro del suo ‘Making Mirrors‘. Ma dell’album abbiamo già parlato diffusamente in un precedente post. Quel che ci preme oggi è dire qualcosa in più di ‘Somebody that I used to know‘, il singolo


di punta.
Una canzone a nostro parere perfetta, azzeccata, bella, orecchiabile e interessante.
A partire dal testo. La canzone d’amore è ripetitiva nei contenuti, e alla fine parla sostanzialmente di due cose: l’inizio o la fine di una relazione.
Come parlate d’amore in una veste diversa? Cantando la propria rabbia, il proprio disappunto per una storia finita e il rancore verso la persona un tempo amata.

E’ questo il testo dei ‘Somebody that I used to know‘.
Un brano che parte con una melodia delicata e con le parole ‘Ogni tanto penso a quando eravamo insieme…’ e trasmette la fase del ricordo malinconico.
Poi il ricordo diventa più intenso, più doloroso e sfoga nel risentimento ‘… non avresti dovuto tagliarmi fuori…’ e ancora ‘… mi tratti come un estraneo e questo è meschino…’.
E la melodia segue Gotye in questo percorso diventando più movimentata e anche il canto si trasforma da un sussurro ad un urlo. Bella l’entrata in scena di Kimbra, la protagonista femminile del duetto, che interpreta la controparte. Una donna che si è sentita altrettanto tradita e messa da parte.
Ma come in un’esperienza completa, ‘Somebody that I used to know‘ è anche un’esperienza visuale di alto livello. Con un videoclip straordinario. Gotye canta in un luogo dalle pareti bianche, e improvvisamente le pareti diventano la tela di un dipinto e dal nulla si coprono di colore. Anche il corpo del cantante e della partner è la tela di un dipinto.
Che dire d’altro? Molti accostano la vocalità di Gotye a quella di Sting o Peter Gabriel. Ma non è una scoppiazzatura. Si nota quanto l’artista si figlio degli anni ’80 nei quali è nato e ha vissuta la sua infanzia. Stregato da questo periodo ne ha fatto proprie le sonorità e il modo di cantare, ma con una propria identità ben definita.
Scaricatevi il singolo, andrete sul sicuro.
Diamo 9 a questa canzone che riteniamo una dei momenti musicali più belli degli ultimi anni, convinti della nostra affermazione.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

HANNO LETTO QUESTO ARTICOLO 14078 PERSONE

Precedente L'ISOLA DEL TESORO (MINISERIE, SKY UNO) RECENSIONE Successivo HOMELAND - CACCIA ALLA SPIA (FOX, SKY) PRONTI AL GRAN FINALE