TABOO (SERIE TV, 2017) RECENSIONE

VOTO 68% 😐

Il quarantenne Tom Hardy è indiscutibilmente uno degli attori più richiesti del momento. Con una carriera cinematografica quasi ventennale alle spalle, ha visto progressivamente crescere l’interesse nei suoi confronti fino alla consacrazione negli anni recenti con pellicole come ‘Batman – Il cavaliere oscuro’ (nel ruolo del malvagio Bane) ‘Mad Max: Fury Road’ e ‘Revenant – Redivivo’.
Dopo discontinue apparizioni in progetti televisivi (‘Band of Brothers’ su tutte), Hardy prova il grande passo nel doppio ruolo di attore e produttore nell’ambiziosa serie tv ‘Taboo’.
Ci troviamo nella Londra dei primi anni del primo Ottocento dove James Delaney, fino ad allora creduto morto in circostanze oscure lontano da casa, ricompare in occasione del funerale del padre.
Sconvolge tutti, al punto di essere creduto un fantasma.
L’irrequieto James pare aver trascorso un lungo periodo in Africa, dove ha accumulato una discreta ricchezza.

In occasione del funerale apprende dall’esecutore testamentario di aver ereditato dal padre alcune terre negli Stati Uniti, che gli vengono sconsigliate in quanto brulle e abitate da popolazioni selvagge.
James da subito appare restio a cedere la proprietà e ben presto apprenderà che la Compagnia delle Indie Orientale vuole sottrargliela con o senza il suo consenso.
Il tv drama ‘Taboo’ appare ben costruito e sicuramente merita se non altro per l’intrigante ambientazione nell’Inghilterra Vittoriana. Tom Hardy calza a pennello, con la sua tradizionale interpretazione muscolare nel ruolo del protagonista tenebroso e maledetto.
Con tanto di tatuaggi.
La serie che ha debuttato da qualche giorno in Italia annovera fra i protagonisti Oona Chaplin, nipote dell’indimenticabile Charlie.
Grazie ad un discreto riscontro di pubblico sia in terra britannica che negli Stati Uniti, ‘Taboo’ è già stato rinnovato per una seconda stagione.
Una produzione che forse non passerà alla storia come un capolavoro di genere ma certamente in grado di attrarre il suo pubblico. Noi compresi.
O almeno, questa, è la nostra opinione.

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