THE GREAT WALL (FILM, 2017) RECENSIONE

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Il titolo che campeggia sui manifesti, circondato da un nugolo di attori occidentali e orientali in tenuta da combattimento, è chiaro: “La Grande Muraglia”. Ciò che non è altrettanto chiaro è il fatto che la Grande Muraglia sia solo il punto di partenza che ci proietterà in un’avventura al di là della storia e diretta nella leggenda.
Zhang Yimou, attore e regista cinese pluripremiato nonché autore di film noti anche al pubblico occidentale quali “Hero” (2002) e “La foresta dei pugnali volanti” (2004), si cimenta in un nuovo colossal di proporzioni epiche che si staglia sulla scena come una delle prime produzioni cinesi con attori occidentali.
Matt Damon veste i panni dell’abile mercenario William Garin che insieme al suo compagno d’armi, Pero Tovar (Pedro Pascal, alias il principe Oberyn Martell della fortunata serie televisiva Game of thrones) si trova in Cina alla ricerca della “polvere nera” che, si spera, li renderà ricchi e felici. Il viaggio dei due viene però bruscamente interrotto quando si ritrovano coinvolti in una battaglia secolare tra le forze del bene, rappresentate da un mitico Ordine di guerrieri Senza Nome che da sempre difende la Muraglia e il mondo intero, e il male abbattutosi sulla Terra sotto forma di esseri mostruosi dotati di forza soprannaturale.

Si dipanano allora gli avvincenti eventi che vedranno i due divisi tra interessi personali e ideali di salvezza, diffidenza verso gli stranieri e accettazione del diverso, affiancati da un misterioso e oscuro personaggio interpretato da un’altra grande stella del cinema occidentale, William Dafoe (già diretto da Sam Raimi in Spider-Man) e letteralmente circondati dalla temibile e variopinta armata cinese capitanata dalla bella Tian Jing (generale Lin).

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Sciami di frecce, lance e armi ideate per far fronte alla minaccia si abbattono sugli esseri mostruosi in un tripudio di effetti speciali contraddistinti dall’amore cinese per le strabilianti coreografie perfettamente armoniche e di grande impatto visivo. Colori vividi e ordine meticoloso fanno dell’esercito cinese un unico grande corpo militare che si muove come un sol uomo in gesti fluidi che calamitano letteralmente l’occhio del pubblico.
Azione, humor, trama interessante e originale, personaggi convincenti, splendida fotografia, collaborazione tra Oriente e Occidente e infine l’ingente budget impiegato, lo rendono uno dei film più chiacchierati del momento, nonché un fantasy che merita di essere visto almeno una volta.

By Emanuela Catarra

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